Figlio cambia sesso va mantenuto più a lungo-Tribunale Roma 2014- Cassazione 2018: condivide ma revoca…

Figlio cambia sesso va mantenuto più a lungo-Tribunale Roma 2014- Cassazione 2018: condivide ma revoca…

Riconosciuta una situazione di vulnerabilità e di difficoltà psicologica

Nel 2014 il Tribunale di Roma, ha riconosciuto il diritto del figlio a “ricevere un assegno  di 400 euro dal padre fino all’agosto 2016“,  ritenendo che la situazione di dipendenza economica del figlio non fosse dovuta a inescusabile trascuratezza, ma alle “difficoltà psicologiche, esistenziali e sanitarie connesse al percorso intrapreso per cambiare sesso.

In altre parole i giudici di merito hanno ritenuto che  la rassegnazione del sesso può dare diritto ad essere mantenuti più a lungo (nella fattispecie sino a trent’anni) dai propri genitori.

La Corte di Appello di Roma, e sulla sua scia la Corte di Cassazione, pur riconoscendo che il mantenimento va dato in ragione della particolare situazione di vulnerabilità e difficoltà psicologica di chi cambia sesso, ne ha disposto la

revoca, essendo decorsi ben tre anni  dall’adeguamento dei caratteri sessuali; in assenza di prova da parte del figlio del suo impegno e di eventuali ostacoli nella ricerca di lavoro; ed in mancanza di deduzioni in ordine alla persistenza di “una situazione vulnerabilità psicologica e sociale tale da compromettere la ricerca del lavoro”.

La Suprema Corte dunque rigetta il ricorso del figlio con ordinanza n.5883/2018 del 12 marzo 2018,.

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